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Montefranco

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Il borgo di MONTEFRANCO, località abbarbicata su un colle della Valnerina Ternana, con splendida posizione panoramica tutt’intorno, richiama nel toponimo la sua origine. Che è legata a un episodio storico avvenuto nel 1228, anno in cui un gruppo di abitanti di Arrone non volendo sottostare al dominio del signore locale, si insediarono sul colle Bufone (davanti ad Arrone) e qui edificarono un nuovo Castello. Nel nome che gli venne dato, Montefranco, era sancito l’acquisita condizione di luogo libero(franco).

Il borgo, il cui nucleo più antico risale al IX secolo, conserva al suo interno parte dell’aspetto e alcuni caratteri del Castello medievale. Porta Franca e Porta Spoletina ne sono la testimonianza principale. Di Montefranco non si dimenticano gli scorci panoramici che si scoprono mentre si passeggia per i vicoli del paese ammirandone il bel patrimonio storico-artistico. A cominciare dalle sue chiese. Come quella di San Pietro ( XVIII secolo) in cui è conservato il dipinto “ l’Immacolata Concezione con i Santi” attribuito a Stefano Pozzi. In via Giuseppe Garibaldi l’attenzione è attratta dalla particolare “fontana dei Lupi” in cui figurano due sculture a forma testa di lupo da cui sgorga l’acqua. Di interesse artistico è anche la chiesa della Madonna del Carmine, situata fuori del centro abitato; se ne apprezzano gli affreschi di scuola umbra del XVII secolo e un’ “Ascensione” del ‘5oo.

A Montefranco è ancora molto vivido il ricordo del passaggio nel 1444 di San Bernardino da Siena. Vi dimorò per qualche tempo, prima di riprendere il cammino per l’Aquila. Alcuni episodi memorabili legati alla presenza del Santo a Montefranco, di cui è Patrono, sono rievocati in occasione delle celebrazioni annuali in suo onore . A San Bernardino è dedicato il complesso conventuale situato in località Monzano, alla periferia del paese. Sorge sul luogo dove, narra la tradizione, il Santo francescano fece sgorgare acqua sorgiva e venne realizzato intorno la 1454, dopo che i fedeli ottennero l’autorizzazione da Papa NiccolòV. In realtà qui esisteva già una chiesetta (databile tra il XII e il XIII secolo) probabilmente dedicata a San Primiano e in cui sostò San Bernardino. Nel corso della realizzazione del complesso, la preesistente chiesa fu trasformata. Di notevole valore artistico sono gli affreschi presenti nelle pareti dell’oratorio, dipinti nel XV secolo e attribuiti alla bottega di Bernardino Campilio. Sono raffigurati la “Madonna col Bambino in trono e i Santi Sebastiano e Francesco d’Assisi” (parete di fondo) e i “Santi Bernardino e Antonio da Padova” (parete laterale). Un recente restauro ha restituito a questi dipinti il loro originario splendore.

NDP

Le foto sono dal sito  “ I Luoghi del silenzio”  e dal web

 


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