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Il MUSEO della CITTA’ e del TERRITORIO di NARNI

Il MUSEO della CITTA’ e del TERRITORIO di NARNI

Il MUSEO della CITTA’ e del TERRITORIO di NARNI, ospitato nel nobiliare Palazzo Eroli, offre al visitatore una ricca e pregevole esposizione di materiali archeologici e opere d’arte, che lo qualificano come importante tassello nella rete museale presente nell’Umbria meridionale. Il Museo si articola in due sezioni che comprendono la raccolta archeologica e la Pinacoteca.  I reperti archeologici delineano un lungo periodo della storia di Narni e del suo territorio, con un percorso che inizia dalla preistoria e si conclude nel Medioevo, passando per le testimonianze della romana Narnia. 

In mostra anche la coppa bronzea originale della fontana di Piazza dei Priori, uno dei simboli di Narni, del 1303.

Tra le opere d’arte in esposizione permanente nella Pinacoteca, datate dall XIV al XVIII secolo, spiccano “L’Incoronazione della Vergine” (1486) del Ghirlandaio, commissionata dal cardinale Bernardo Eroli e “L’Annunciazione” di Benozzo Gozzoli.  Molto bello è anche lo Stendardo di legno con i dipinti del cosiddetto Maestro di Narni (1409)- la Dormitio Virginis e la Madonna in Trono.

Ma il Museo riserva anche una sorpresa, infatti chi si aspetterebbe di trovare qui una Mummia Egizia? La storia associata a questo reperto dell’antico Egitto è alquanto intrigante. Acquistata dal viaggiatore Edoardo Martinori in Egitto negli anni ’20 dello scorso secolo, venne da lui portata a Narni, dove risiedeva in alcuni mesi dell’anno. Fu poi donata dagli eredi al Comune della stessa città. L’appeal però ruota intorno alla figura femminile mummificata.  Si dice infatti che sia la stessa donna protagonista dell’Aida di Giuseppe Verdi, il cui libretto è basato sul racconto, forse romanzato, dell’archeologo Auguste Mariette, che avrebbe rinvenuto il sarcofago con la mummia.  Il sarcofago ligneo splendidamente dipinto e decorato, porta il nome, in geroglifici, del sacerdote Ramose del tempio di Horus. La donna, che si ritiene sia vissuta nel II-I sec a.C. è avvolta in bende di papiro dipinte con magnifiche figure.