Itinerari

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La sezione Romana del Museo Archeologico di Terni

La sezione Romana del Museo Archeologico di Terni

Le due maggiori testimonianze a cielo aperto della Terni di epoca romana o per meglio dire di Interamna, come si chiamava allora questa città, si incontrano a breve distanza l’una dall’altra. Accanto al Duomo infatti sorge l’Anfiteatro di cui, sebbene non conservato in tutte le sue parti, se ne possono ammirare l’originaria forma ellittica e la prevalente tecnica edilizia in opus reticulatum bicromo- e poco oltre, al disotto dei giardini pubblici della Passeggiata, rimane un lungo tratto delle mura che cingevano la città.  Queste vennero edificate probabilmente poco dopo la conquista del centro Umbro di Nahars (prima metà del III sec a. C.) mentre l’Anfiteatro è una delle opere della fase di monumentalizzazione, avviata alla fine del I sec a. C. e completata nel I d.C. secolo. Di Interamna esistono ancora numerose altre testimonianze rappresentate soprattutto da documenti epigrafici e reperti figurativi, parte dei quali riemersi dagli scavi condotti in alcune aree della città. Un nutrito repertorio di questo patrimonio è in esposizione permanente nelle nove Sale che costituiscono la sezione Romana del Museo Archeologico “Claudia Giontella” presso il CAOS di Terni. L’esposizione allestita su base tematica, oltre a tracciare lo sviluppo storico della città- dalla sua rifondazione fino all’epoca tardo antica- e a ricostruirne l’assetto urbano, mette in evidenza molti dei suoi aspetti organizzativi, sociali e culturali, tra cui quelli riguardanti i culti religiosi e gli usi funerari. Uno dei documenti epigrafici più rilevanti è l’iscrizione secondo la quale l’insediamento protourbano di Terni sarebbe stato fondato nel 672 a.C.  Nella sala che ospita i materiali rinvenuti nell’area degli edifici pubblici si trovano, tra gli altri, i resti riferibili ad un edificio absidato provenienti dagli scavi di piazza San Giovanni Decollato situata in prossimità di quello che era il Foro cittadino, che corrispondeva alle odierne piazze della Repubblica e Solferino. E dal quartiere pubblico proviene anche la testa maschile appartenuta probabilmente alla statua del censore Catone. La raccolta che attiene all’ambito religioso offre un significavo campionario di epigrafi e materiali scultorei, come il pregevole bassorilievo della fine del II secolo d.C. che testimonia del culto di Mitra, divinità di origine orientale, che nel periodo imperiale si diffonde nel mondo romano; nel reperto è rappresentata la scena del dio che uccide il toro. Nel repertorio relativo ai contesti funerari, che comprende diversi sarcofagi e cippi, spicca il leone di dimensioni quasi naturali- ascrivibile alla tarda età repubblicana- probabilmente collocato davanti una tomba monumentale, secondo un’usanza consolidata nell’Italia romanizzata, dove frequentemente i monumenti sepolcrali presentavano ai lati sculture di leoni “a custodia” del sepolcro.

Il “pezzo” più suggestivo è sicuramente l’imponente statua del Telamone che accoglie il visitatore all’ingresso del Museo. Questa gigantesca opera scultorea di epoca romana imperiale (la datazione precisa è ancora incerta) fu rinvenuta fortuitamente a Terni nel 1971, in un’area poco distante dal centro.

Il Telamone è una figura scultorea maschile posta a sostegno di strutture architettoniche come cornicioni e logge. Il reperto ritrovato a Terni è realizzato in marmo pentelico, caratteristica che gli conferisce un notevole valore artistico.