Itinerari

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Le Necropoli di San Pietro in Campo e dell'ex Poligrafico Alterocca

Le Necropoli di San Pietro in Campo e dell'ex Poligrafico Alterocca

Il Museo Archeologico ”Claudia Giontella” presso il CAOS di Terni ripercorre attraverso un affascinante e coinvolgente itinerario, due lunghi periodi della storia della città di Terni e del territorio circostante. Il primo è quello relativo alla civiltà dei Naharti, popolo degli Umbri che si insediò nella valle del fiume Nahar (l’odierno Nera); l’altro è quello successivo, che ha inizio con la conquista romana dell’Umbria meridionale in seguito alla quale viene sottomesso il centro Umbro di Nahars, su cui sorse la città di Interamna- la Terni di epoca romana. Nella sezione preromana del Museo sono raccolti numerosi reperti provenienti sia da insediamenti abitativi – da quello neolitico nei pressi della Cascata delle Marmore a quelli protostorici scoperti nell’attuale centro urbano e nell’immediata periferia- che da importanti santuari, come quello di Monte Torre Maggiore. Una quantità considerevole di materiali esposti è invece rappresentata dal ricco patrimonio di corredi funerari recuperati con la scoperta delle tre grandi Necropoli in area urbana e poco fuori di essa: la Necropoli delle Acciaierie ( XI-VIII secolo a.C.), quella dell’ex Poligrafico Alterocca (le cui tombe si possono ascrivere ai secoli VIII-VII a.C.) e quella di San Pietro in Campo( VII-VI secolo a.C.). Questi reperti forniscono preziose informazioni per conoscenza della popolazione dei Nahartes, che probabilmente svilupparono già nel VII sec a.C. un primo nucleo organico di quella che sarebbe diventata la città di Nahars (fondata secondo una iscrizione romana nel 672 a.C.)

Le Necropoli di San Pietro in Campo e dell’ex Poligrafico Alterocca occupavano un’estesa area dell’odierno centro cittadino- tra via Curio Dentato e viale della Stazione-. La prima fu in parte scavata tra il 1907 e il 1912 contestualmente ai lavori per la costruzione del Poligrafico mentre l’altra è stata riportata alla luce tra il 1996 e il 1999 con lo sbancamento per la demolizione dello stabilimento. Le sepolture sono a inumazione- il defunto veniva deposto in una fossa rettangolare con la testa verso est e le braccia distese lungo i fianchi. Le tombe femminili presentavano un corredo vascolare più ricco e oggetti quali fusaiole, rocchetti e ornamenti di vario tipo mentre in quelle maschili sono state rinvenute armi di ferro, punte di lancia e di giavellotto e piccole spade. I reperti di maggior pregio sono quasi tutti di produzione etrusca, egizia, fenicia e falisco-capenate e realizzati imitando modelli orientali (cultura orientalizzante). Ne deriva che tra il VII e il VI sec a. C.  la comunità di questo territorio umbro oltre ad avere un ceto sociale molto facoltoso era al centro di importanti scambi commerciali e culturali. In una delle Sale del Museo si può vedere la ricostruzione di alcune tombe, come quella (sala 4) della Necropoli ex Poligrafico Alterocca appartenuta a una donna, con i corredi disposti nello stesso modo in cui furono rinvenuti. Una parte del raffinato repertorio vascolare era collocato in un vano laterale e un’altra ai piedi e accanto alla testa della defunta. Tra gli elementi di ornamento e abbigliamento ci sono fermagli e borchie di cinturoni.