Itinerari
Marmore

Il paese di Marmore,disteso su un pianoro in parte delimitato dalla rupe della celeberrima Cascata, è per la sua posizione geografica una naturale congiunzione tra la piana di Rieti e la conca ternana. La storia di questo territorio è stata fortemente forgiata dal fiume Velino, che, se con i suoi impetuosi salti produce il maestoso spettacolo della Cascata, in un remoto passato le sedimentazioni di calcare delle sue acque provocarono una barriera lungo il ciglione della rupe, tanto da ostruirne il deflusso nel sottostante fiume Nera. Il problema della stagnazione delle acque, causa di impaludamenti della piana reatina, si risolse attraverso un grandioso progetto di bonifica che portò nel III sec a.C. alla regimazione del Velino con lo scavo della Cava Curiana. Nel toponimo della località rimane il riferimento a un elemento molto diffuso nella zona di Marmore, cioè la pietra sponga, che si forma appunto dalle incrostazioni del calcare; Plinio nella “Naturalis Historia” scrive che in questo luogo “cresce il marmo”, intendendo il travertino depositato dal Velino. La pietra sponga è proprio per la sua diffusione, anche il materiale di costruzione che caratterizzata molte costruzioni del territorio di Terni. A privilegiarne l’uso fu anche l’architetto Mario Ridolfi, che a Marmore costruì “Casa Lina”,sua residenza privata.
L’abitato di Marmore si formò verso la fine del XIX secolo, in quello che allora era ancora territorio appartenente al Comune di Papigno( dal 1927 integrato nel Comune di Terni, di cui oggi è frazione anche Marmore). A quello stesso periodo risale il rifacimento della ex Chiesa di origine medievale di Santa Gertrude( posta in posizione retrostante alla moderna Chiesa di Sant’Andrea) e la costruzione della stazione ferroviaria; il paese si può raggiungere in treno attraverso la linea Terni-Rieti-l’Aquila-Sulmona.
Altri edifici di interesse presenti in questa località sono la ex Scuola elementare e Villa Morandi, costruita all’inizio del ‘900 in prossimità della Cascata, tra la Cava Reatina e la Clementina. Sul sovrastante monte Sant’Angelo rimangono ben visibili i resti di una torre fortificata medievale, che ebbe la funzione di controllare un territorio strategicamente importante per la viabilità e la presenza della Cascata.