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Reperti del Santuario di Monte Torre Maggiore al Museo Archeologico di Terni

Reperti del Santuario di Monte Torre Maggiore al Museo Archeologico di Terni

Al Museo Archeologico Claudia Giontella di Terni (presso il CAOS) nella sezione preromana sono esposti reperti, presentati secondo un criterio cronologico, che ricostruiscono un lunghissimo periodo dell’evoluzione delle comunità che abitarono sin dalla preistoria l’area ternana fino agli inizi della romanizzazione. Particolarmente ricca è la documentazione degli Umbri Nahartes, popolazione che si insediò lungo il fiume Nahar (il Nera). In una delle Sale di questa sezione si possono vedere materiali scoperti durante gli scavi dell’area sacra di Monte Torre Maggiore (1120m.), lungo le propaggini meridionali dei Monti Martani. Il nucleo originario di questo luogo di culto, che fu anche importante centro politico, risale al VI secolo a.C. periodo in cui su tutto il territorio umbro sorgono simili santuari d’altura. L’area archeologica di Monte Torre Maggiore conserva i resti di due tempi, costruiti alcuni secoli dopo l’inizio della frequentazione del sito per finalità religiose. Infatti originariamente l’area sacra era rappresentata da una fossa votiva scavata nella roccia, che ha restituito con gli scavi numerosi bronzetti votivi. Molti di questi, in esposizione al Museo Archeologico, raffigurano l’offerente, di cui se ne hanno diverse rappresentazioni: da quelle più stilizzate (V-IV secolo a.C.) a quelle in cui la figura umana, di superiore elaborazione, è corredata da elementi legati alla celebrazione di culti religiosi romani ( es. una patera) e adottati dalle popolazioni locali. Altri bronzetti sono in forma di figure animali o riproducono Marte. La monumentalizzazione del santuario avvenne nel corso del III secolo a.C. contestualmente all’inizio della romanizzazione del territorio di Terni e alla formazione del primo nucleo di Interamna (la Terni romana). Il tempio denominato A, anteriore di qualche decennio rispetto all’altro (tempio B) venne edificato sopra la fossa votiva ed e delimitato da un recinto sacro. Alcuni ambienti annessi servivano da laboratorio per la produzione di ex voto, come si evince dagli scarti di lavorazione riaffiorati. Un altro reperto di grande fascino in esposizione è una testa femminile in travertino, probabilmente del II a.C., rinvenuta presso il tempio A.  Il volto, in posizione reclinata, presenta tratti molto belli e una capigliatura ornata da un diadema. Si ritiene che sia l’effige di una divinità, forse la stessa cui era dedicato il tempio, di cui nel corso dello stesso scavo furono recuperati diversi frammenti della decorazione architettonica. Altri materiali ritrovati nei pressi del tempio B, quali monete e lucerne appartenenti al periodo tardo imperiale e tardo antico attestano che il sito veniva ancora frequentato - anche da parte di coloni romani- nei secoli III e IV d.C.