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Sezione "Aurelio De Felice" al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Terni

Sezione

Il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea presso il CAOS di Terni è intitolato ad Aurelio De Felice, uno dei maggiori e più apprezzati scultori italiani del ‘900. A questo artista ternano ( nacque nel borgo di Torre Orsina nel 1915, dove lavorò per molto tempo nella sua casa-studio) è inoltre dedicata un’intera sezione, costituita dalle opere artistiche che lo stesso De Felice donò al Comune di Terni alla fine degli anni ottanta. E’ una raccolta composita che ripercorre le tappe della sua vita artistica. La donazione comprende inoltre opere di famosi artisti italiani e stranieri che De Felice conobbe e frequentò durante i periodi di permanenza fuori della sua città d’origine. A cominciare dai pittori della Scuola Romana, ambiente artistico con cui egli entrò in contatto tra gli anni ’30 e ’40 consentendogli di incontrare importanti artisti come Guttuso e Fazzini. Il soggiorno a Parigi nel corso degli anni ’50, dove insieme al suo amico Gino Severini fonda la “Scuola d’Arte Italiana”, offrì allo scultore ternano l’opportunità di avere numerosi scambi con esponenti delle avanguardie artistiche europee. Testimonianze delle frequentazioni di quel periodo sono rappresentate da alcuni lavori della donazione, ospitati al Museo, tra cui figurano litografie di Chagall, Mirò, Ernst, Braque e Picasso e serigrafie di Tobey e Kandinsky.

L’esperienza romana e quella parigina oltre ad influenzare la produzione di De Felice-che tuttavia rivela una sua personale originalità-, contribuirono ad aprire nella sua città, grazie ad un’intensa attività culturale di cui egli fu promotore, un confronto con i linguaggi dell’arte contemporanea italiana ed europea.

Una delle tematiche più ricorrenti nella produzione di De Felice è quella della Maternità. Sono numerose le opere ispirate a questo tema, ad alcune delle quali dette lo stesso titolo pur essendo diverse e realizzate con differenti materiali e tecniche. Ne è un esempio “Non uccidete in nostri figli”. Con questo titolo l’artista produsse svariati lavori, il primo dei quali è un’incisione del 1952 a cui seguirono sculture in pietra, bronzo e legno. Nelle parole dello stesso De Felice “Non uccidete i nostri figli(…)gridano alcune mie “maternità”. E se con i modesti mezzi della mia arte avrò un poco contribuito all’esaudimento di queste invocazioni (…) penserò di aver dato un senso meno incompiuto alla mia incessante aspirazione ad una vita vissuta più nel sogno che nella realtà(…)”.

 A Torre Orsina nel giardino antistante a quella che fu la sua casa-studio, è allestito un Museo all’aperto in cui sono esposte copie di alcune sue celebri sculture e in cui è collocata la fontana disegnata dall’artista. E’ un luogo suggestivo anche perché da qui lo sguardo spazia sulle bellezze della Valnerina, tra cui la Cascata delle Marmore.