Al 7 Aprile
Stagione di prosa 26/27
Al 7 Aprile
Undici appuntamenti tra commedia, teatro contemporaneo e riletture dei grandi autori, con uno sguardo attento ai temi del presente
Un cartellone capace di mettere in dialogo generazioni, linguaggi e sensibilità diverse, attraversando i grandi temi della contemporaneità senza rinunciare ai classici del teatro.
Sabato 19 e domenica 20 settembre il Teatro Secci ospiterà l’Anteprima di Stagione, con “Darkness Picnic” del collettivo DOM-, formato dall’umbro Leonardo Delogu e da Valerio Sirna. Una performance immersiva liberamente ispirata a Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir e all’omonimo romanzo di Joan Lindsay, che dopo Terni approderà a Parigi, nell’ambito del Festival d’Automne.
Ad aprire ufficialmente il cartellone, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, sarà “Scandalo”, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Anna Valle, Gianmarco Saurino, Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi e Matilde Pacella. Una commedia brillante che affronta il tema del pregiudizio e mette sotto la lente i rapporti tra maschile e femminile e quei tabù che, come osserva lo stesso Cotroneo, pensiamo di esserci ormai lasciati alle spalle.
Domenica 25 ottobre spazio alla danza con “Carmen_Nous sommes toustes des étoiles”, riscrittura collettiva della celebre opera di Bizet curata dalla coreografa Anna Basti e realizzata insieme ai Dancers del progetto Dance Well – Ricerca e movimento per Parkinson a Terni. Un progetto che porta sul palcoscenico una nuova idea di corpo, partecipazione e comunità.
Dal 10 al 14 novembre, Matthias Martelli sarà protagonista di un nuovo allestimento di “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, storia diventata un vero e proprio archetipo del patrimonio narrativo italiano. Il 24 e 25 novembre sarà invece la volta di “Non si sa come”, tratto dall’opera di Luigi Pirandello, con Franco Branciaroli diretto da Paolo Valerio. In scena, insieme a Branciaroli, Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi ed Emanuele Fortunati, per un’indagine sulle zone d’ombra della coscienza, dove i confini tra innocenza e colpa diventano sempre più sfumati.
Il 2 e 3 dicembre la compagnia Controcanto Collettivo porta sul palco “Sempre domenica”, uno spettacolo che interroga il rapporto con il lavoro e con il tempo che gli dedichiamo. Sei attori – Alessandro Balestrieri, Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella ed Emanuele Pilonero – e sei sedie diventano gli elementi essenziali di una trama fatta di storie ed esistenze che si incrociano, tra energie consumate, sogni rimandati e tempo sottratto alla vita.
Il 9 e 10 dicembre arriva “Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro”, scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi. Con il suo linguaggio tagliente e feroce, l’autore affronta il rapporto, spesso estremo e distruttivo, tra felicità e realizzazione personale. Sul palco Serena De Siena, Tomas Leardini, Luca Mammoli e Silvia Valsesia.
La nuova annata teatrale riprenderà il 14 e 15 gennaio con “Come trattenere il respiro”, diretto dal ternano Marco Plini e tratto dal testo della drammaturga britannica Zinnie Harris. Una favola nera dai contorni ferocemente comici, affidata a Fabio Banfo, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Alice Giroldini e Marco Maccieri.
A marzo il cartellone torna alla commedia con “Cena con sorpresa”, in scena il 2 e 3 marzo con Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari ed Elisabetta Mirra. Il testo, firmato da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, costruisce una storia ironica e sagace che mette in discussione morale, convenzioni e aspettative sociali.
Il 23 e 24 marzo sarà invece il momento di uno dei testi fondamentali del teatro del Novecento: “Finale di partita” di Samuel Beckett, proposto al Teatro Secci nella versione diretta da Gabriele Russo. In scena Michele Di Mauro, Giuseppe Sartori, Alessio Piazza e Anna Rita Vitolo, per una rilettura sorprendente e attuale di uno dei capolavori della drammaturgia contemporanea.
A chiudere la Stagione, il 6 e 7 aprile, sarà Stefano Fresi, protagonista di “Dioggene” di Giacomo Battiato. Un triplo monologo costruito su tre diverse lingue italiane, tre atmosfere e tre differenti registri, ma attraversato da temi comuni: la violenza maschile, la stupidità umana, la guerra, il bisogno di bellezza e quello, universale, di amore.







