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L'Anfiteatro Romano

L'Anfiteatro Romano

Una delle maggiori testimonianze della ricca stratificazione della storia di Terni e il più imponente monumento che si conserva della città di epoca romana, denominata Interamna- E’ l’Anfiteatro, di cui se ne ammirano notevoli resti in prossimità del Duomo. Questo edificio per gli spettacoli si trovava all’interno delle mura del municipio romano- parti delle quali sono ancora visibili nei pressi- ma fuori dall’abitato, ubicazione che favoriva una miglior circolazione del numero considerevole di persone che richiamavano gli spettacoli; l’afflusso era facilitato anche dalla vicinanza della porta sud, dalla quale entrava in città un tratto del ramo orientale della Via Flaminia.    Fino a qualche decenni fa la datazione del monumento era correlata a un’iscrizione del 32 d.C. di Fausto Tito Liberale, seviro augustale- cioè un componente del collegio preposto al culto imperiale- e rinvenuta nel XV secolo nelle vicinanze del reperto archeologico romano.  La tradizione ha interpretato l’epigrafe come dedica del monumento, tanto da essere denominato “Anfiteatro Fausto”.  Una nuova analisi del testo epigrafico condotta in anni più recenti ha appurato però che si tratta di una dedica sacra, non riferibile all’Anfiteatro.  Ad ogni modo le tecniche edilizie impiegate-in particolare l’opus reticulatum bicromo- le caratteristiche architettoniche e strutturali e i risultati di nuove indagini archeologiche inquadrano la realizzazione della costruzione in età giulio-claudia, nell’ambito quindi del vasto programma di lavori pubblici volti alla monumentalizzazione di Interamna eseguiti in questo periodo. Nel corso dei secoli parti delle strutture murarie dell’Anfiteatro vennero utilizzate per la costruzione del palazzo vescovile e della chiesa della Madonna del Carmine, mantenendone però inalterata l’originaria forma ellittica, sulla quale sono stati adattati questi edifici. Gli scavi, soprattutto quelli più recenti, hanno gettato luce sulle strutture, anche quelle più interne, che componevano l’opera, i cui resti in alcuni tratti raggiungono i 10 metri di altezza.  Dell’elevato si può vedere soltanto il piano terra, ma un disegno del XV secolo consente di  individuare un secondo ordine con finestre architravate. L’anfiteatro presenta una galleria perimetrale, un anello di strutture radiali aventi funzione di sostenere la cavea, un ambulacro interno e un’altra fascia di ambienti radiali. I lavori di restauro e riqualificazione del monumento lo hanno reso uno spazio di grande pregio e suggestione per spettacoli teatrali e manifestazione culturali, che è parte di un contesto di rilevanza storico-archeologica.